Di che cosa si ha paura?

Di che cosa si ha paura?

Aprile 10, 2019 3 di Maria Rita Navarra

Di che cosa si ha paura? sento qui che si tramanda che le donne sarebbero delle intriganti e che quindi le si dovrebbe tener fuori.

Ciò che mi spaventa sono gli uomini con piccole ambizioni e piccole idee, uomini con scrupoli meschini e piccole ansie, gli uomini che dispongono tutti i loro pensieri e le loro azioni al fine di ottenere piccoli vantaggi per le loro subalterne piccole personalità.

Questo scriveva Henrik Ibsen nel 1879 , ed è ancora oggi purtroppo attuale.

Perché ci troviamo di fronte ad un tentativo sfrontato e grave di regressione della nostra Repubblica nata e cresciuta laica, almeno così l’ho sempre pensata.

Chi ci governa e fa le leggi dovrebbe essere indipendente e autonomo dalla Chiesa Cattolica e certamente distante da ideologie che non possono conciliarsi con i principi fondamentali del diritto e della nostra Costituzione.

Simone Pillon, avvocato co-fondatore del “Family-day” , il primo agosto 2018 ha presentato un disegno di legge per la riforma del diritto di famiglia.

Lui  e i suoi sostengono che l’alternativa alla famiglia naturale è la solitudine , o che l’interesse vero dei minori è che i genitori non si separino, o ancora che le donne dopo il divorzio non sono più felici.

Le parole valgono , impariamo a leggere e ascoltare il loro lessico, capiremo che stanno costruendo una rete da cui sarà difficile districarsi.

La soluzione per la tutela della famiglia non sta nei tribunali o in nuove leggi speciali.

Serve un serio intervento pubblico a sostegno delle famiglie ( separate o unite che siano) , servono risorse per i servizi sociali che puntualmente ad ogni legislatura vengono tagliati a favore di riforme “porta voti” .

Il decreto Pillon parla di Bigenitorialità.

Il decreto prevede l’introduzione del mediatore che implicherà un aumento considerevole delle spese per chi vorrà divorziare o separarsi. Quindi il divorzio diventerà sempre più difficile da raggiungere preservando così la famiglia naturale a tutti i costi .

Secondo le associazioni che si occupano di violenza maschile sulle donne, uno dei problemi del ddl Pillon è che si cerca di cancellare le denunce di violenza domestica.

Il ddl impone, infatti, che la violenza debba essere comprovata e non spiega nemmeno in che modo.

Questo decreto è una strategia chiara per riportare il paese indietro di 50 anni, con provvedimenti che aumentano le disuguaglianze e le discriminazioni di genere.

Risulta necessario per noi donne, cresciute femminili e  poco femministe, imparare a parlare tra di noi, ad incontrarci per non vederci tolti quei diritti umani e inalienabili che le nostre madri ci hanno garantito fino ad oggi.

Per non lasciare ai nostri figli una società peggiore di quella in cui siamo cresciute.