Decidere di non decidere

Decidere di non decidere

Aprile 13, 2019 0 di Giuseppe Lo Porto

Amministrare equivale a reggere, curare, regolare, sorvegliare il buon andamento…

Chi è chiamato a farlo deve operare tenendo certamente conto delle esigenze di chi lo ha eletto (e anche di chi non lo ha eletto) ma, soprattutto, deve tenere sempre in primo piano il “bene comune”.

Il punto è proprio questo: spesso il bene comune non corrisponde alle esigenze dei singoli, quindi occorre assumere decisioni impopolari, a volte indigeste e che possono causare cali di popolarità.

Da qui ne deriva che alcuni amministratori, più concentrati a farsi voler bene che a volere il bene della comunità prendono “non decisioni”, trincerandosi dietro a formule tanto fumose quanto banali e vuote di senso quali “stiamo lavorando per…”, “sono allo studio alcune soluzioni…”, e così via.

Si tratta, ovviamente, di riempitivi, di elementi che tendono a distrarre ed a prendere tempo, in attesa che la soluzione venga “da sé” o diventi una necessità improrogabile. In tal modo l’amministratore potrà dire che, nonostante la volontà di rispettare le esigenze dei propri elettori (ai quali, ovviamente, vuole molto bene!) è costretto dagli eventi (che sono sempre imprevedibili, come l’aumento del flusso di turisti nei mesi estivi, le piogge nei mesi invernali, il traffico congestionato a causa dell’arrivo dei “palermitani” e così via) ad assumere decisioni drastiche (lo dirà soltanto, ovviamente, trovando poi soluzioni più edulcorate che permetteranno escamotage e scorciatoie per i più “avveduti”).

Ed ecco che ci ritroveremo (come prima, più di prima) a dover convivere con situazioni precarie, in cui le poche regole non garantiscono la cura e la sorveglianza del territorio, con buona pace di tutti noi che continueremo a lamentarci ed a sperare in un futuro migliore, pur consapevoli che il futuro si costruisce oggi e non “da domani”. Ma il presente è precario, continuamente in bilico tra il dire “è colpa di chi c’era prima” ed il promettere nuovi orizzonti radiosi. E così si naviga a vista, andando avanti per tentativi ed errori. Per programmare, progettare e pianificare…c’è un futuro che ci aspetta (ma ci aspetterà?).