Fino a prova contraria

Fino a prova contraria

Aprile 23, 2019 0 di Sergio Vitale

La cronaca giudiziaria, lontana e vicina, oppure la nostra percezione sulle vicende giudiziarie di pubblica
diffusione spesso ci fa confondere la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari con la condanna
e così anche la cessazione di un periodo di arresti domiciliari o una scarcerazione con l’assoluzione.
Spesso interagiamo a sproposito sulle vicende giudiziarie sputando sentenze in modo colpevolista o
innocentista solo basandoci sulla persona o su come i giornalisti ( o certi giornalai) ce la dipingono.
Un pò di chiarezza non basta mai.
E’ sempre bene ricordare che la misura degli arresti domiciliari ( così come la carcerazione preventiva) è
una misura restrittiva della libertà personale che interviene prima ancora che si completino le indagini su
una persona e si faccia un processo. Si applicano quando c’è il rischio che una prova possa svanire o che la
persona possa ripetere il reato o comunque quella condotta sulla quale la Magistratura sta indagando. Si
chiama misura cautelare ma non equivale ad una condanna che, invece, si avrà solo con una sentenza e
sarà effettiva solo quando questa sentenza sarà immodificabile.
Ricordiamoci , quindi, che quando Tizio o Caio non sarà più agli arresti domiciliari non è stato assolto. Il
processo si dovrà fare ancora ed allo stesso modo ricordiamoci che se Tizio o Caio è agli arresti domiciliari
non sarà necessariamente colpevole.
Certamente alcuni fatti sono evidenti e magari anche moralmente censurabili ma se viene meno una
misura cautelare vorrà dire soltanto che è venuta meno quella esigenza di raccolta della prova oppure non
ci sarà più il pericolo che quella condotta possa essere reiterata, magari perchè quella persona non svolge
più quella funzione.
Il processo è un’altra cosa; la condanna o l’assoluzione sono un’altra storia.