Critica della ragion corrente

Critica della ragion corrente

Aprile 28, 2019 1 di Giuseppe Lo Porto

Certamente è per me alquanto rischioso addentrarmi nell’analisi dell’atteggiamento delle minoranze di governo, non tanto perché puntualmente non otteniamo risposte alle istanze (e questo sarebbe il male minore se le maggioranze facessero valere le ragioni del loro operare) quanto perché adesso è invalsa l’abitudine di tacciare per “polemica sterile” qualsiasi richiesta di informazioni, al fine di chiarire la possibilità, la validità ed i limiti dell’azione amministrativa.
Lasciare governare chi ha vinto ha senso se chi non ha vinto mantiene un atteggiamento critico, a volte anche polemico, allo scopo di tenere alta l’attenzione e la tensione.
Eppure oggi si tende a far prevalere l’idea che chi critica non vuole il bene della propria comunità, chi evidenzia errori, omissioni, fallimenti e storture va contro il proprio territorio, chi non si allinea al pensiero convergente è uno “che rosica” perché non ha vinto e non è neppure salito sul carro del vincitore, povero fallito.

Ecco allora che all’accusa di sterilità della polemica si aggiunge anche l’aggravante della “malafede”, come se l’essere d’accordo fosse un atto di fede e non di riflessione, come se il narrare cronache quotidiane di incuria, sporcizia, conflitti di interessi, lentezza nelle decisioni fosse un contravvenire ad un tacito accordo di omertoso silenzio per descrivere a chi non è del luogo esclusivamente la meraviglia del nostro territorio.
Negli anni, peraltro, con la decisiva complicità del web si è completamente annullata la separazione tra vita pubblica e sfera privata, tra affetti personali e ambito professionale. Per cui accade che se Tizio-minoranza critica Caio-amministratore perché, a suo parere non ha operato bene, Caio non controbatte con atti e fatti concreti ma si offende e molti amici, simpatizzanti, saltatori sui carri e acrobati vari scatenano in internet fiumi di parole e accuse, mix di frustrazioni, risentimenti, astio personale per buona pace dell’auspicata critica costruttiva e per il godimento di un pubblico sempre più divertito dal “curtigghio on line”.