“Mi votu e mi rivotu suspirannu”

“Mi votu e mi rivotu suspirannu”

Maggio 9, 2019 2 di Giuseppe Lo Porto

così inizia un bel testo di Rosa Balistreri dedicato all’amore.

Ma non è l’amore l’argomento attuale e non è neppure la passione, l’impegno, la dedizione.

Oggi va di moda la difesa, la chiusura, la barricata. Insomma, stiamo tornando ad essere “catenacciari”, timorosi che altri vengano a calpestare il nostro orticello.

Ci diciamo che oggi è fondamentale saper galleggiare per salvarci, saper reagire più che interagire per capire.

Siamo sempre più attenti agli errori degli “altri” e non riusciamo più a fermarci un attimo per apprezzare quanto di giusto e buono sia stato fatto anche dagli “altri”.

Quindi diventiamo patriottici, autarchici, estremisti alla ricerca di origini vere (o presunte) che ci distinguano dallo straniero-invasore-sfruttatore e ci aiutino a trovare giustificazioni per chiuderci sempre più in noi stessi. Ma siamo consapevoli che questa non è la soluzione bensì il dissolvimento?

Il passato è tutto marcio? Evviva chi ci salverà, guida, duce, capitano o re che sia!

Già, chi e cosa ci salverà da questa deriva? Saremo tutti naufraghi in cerca di un nuovo porto sicuro? E se trovassimo le barriere degli altri, la chiusura degli altri, i timori e le paure degli altri?

Il passato è memoria ed è la base sulla quale costruire.

Non dimentichiamo i grandi passi avanti fatti per renderci più liberi, più solidali, più…umani.

Io voglio vivere in una terra che sia bella, pulita, ricca di emozioni e di passioni, aperta alle innovazioni ed al confronto. Voglio respirare l’aria della libertà, voglio sentirmi a casa dovunque io vada e far sentire a casa chiunque venga!

Io non voglio avere paura del diverso, la differenza è arricchimento e crescita!

E intanto…”passu li notti interi senza sonnu”.