Per una corretta gestione del verde urbano

Per una corretta gestione del verde urbano

Giugno 14, 2019 0 di Giacomo Galante

L’Italia si è dotata nel 2013 di una legge apposita in materia di verde pubblico (si tratta della legge 14 gennaio 2013, n. 10, intitolata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) che segue le tendenze politiche internazionali ed europee in materia di sviluppo sostenibile e di conservazione della biodiversità. Tema quello dello sviluppo sostenibile ormai punto fisso all’ordine del giorno dell’agenda politica internazionale.

Uno degli elementi decisivi per il miglioramento della qualità della vita in città è rappresentato  senza ombra di dubbio dal verde urbano e peri-urbano. Inteso come l’insieme delle componenti biologiche che concorrono a determinare l’impronta funzionale e paesaggistica di un centro abitato in equilibrio ecologico col territorio. Si tratta di un è un vero e proprio sistema complesso, formato da un insieme di superfici e di strutture vegetali eterogenee, in grado di configurarsi come un bene di interesse collettivo e come una risorsa multifunzionale per la città e per i suoi abitanti.

Se adeguatamente pianificato, progettato e gestito, il verde può svolgere molte funzioni e produrre importanti benefici per l’ambiente, e quindi per la società: i cosiddetti servizi ecosistemici. Se consideriamo gli aspetti igienico-sanitari, i suoi positivi effetti sul clima locale, sulla qualità dell’aria, sui livelli di rumore, sulla stabilità del suolo sono di tutta evidenza. La vegetazione, ad esempio, funge da “climatizzatore naturale” stemperando quelli che sono gli eccessi termici che caratterizzano l’ambiente urbano. Attraverso l’ombreggiamento e la sottrazione di calore conseguente alla attività di evapotraspirazione della componente arborea, la temperatura nei periodi estivi subisce un abbassamento di diversi gradi: il conseguente minor bisogno di ricorrere al condizionamento artificiale negli edifici determina, pertanto, un impatto positivo indiretto sui consumi energetici, sulla qualità dell’aria e sul surriscaldamento globale. Grazie all’attività fotosintetica e alla capacità di fissare carbonio nei propri tessuti nonché di assorbire le sostanze gassose così altamente concentrate in ambiente cittadino, la vegetazione può contribuire alla riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico. Anche dal punto di vista della riduzione dei livelli di rumore, il contributo può essere notevole: la capacità fonoassorbente della vegetazione è nota, specialmente se associata ad altri tipi di barriere acustiche. Le chiome degli alberi e la vegetazione arbustiva, nell’intercettare la pioggia, favoriscono l’infiltrazione dell’acqua nelle superfici permeabili sottostanti e rallentandone il deflusso verso le reti di smaltimento, con notevole miglioramento del ciclo dell’acqua e con positivi effetti sulla stabilizzazione del suolo.

Gli spazi verdi cittadini ospitano inoltre una flora ricca e varia e possono offrire habitat idonei per numerose specie animali, concorrendo alla conservazione della biodiversità. Contrariamente a quello che si pensa comunemente, all’interno dell’ecosistema urbano sono, infatti, presenti numerose specie, spesso fortemente legate a questo tipo di ambiente o addirittura dotate di una particolare dinamica in relazione alle attività antropiche che si svolgono.

Se consideriamo gli aspetti socio-economici, è innegabile che una città “verde”, oltre ad apparire esteticamente più apprezzabile e appetibile a livello turistico, è in grado di incontrare i fabbisogni di ricreazione, relazione sociale, crescita culturale e di salute dei propri abitanti. Le funzioni sociali, culturali ed estetiche delle aree verdi sono riconosciute come elementi cruciali degli spazi aperti cittadini per le possibilità che offrono di ricreazione, socializzazione e svago all’aria aperta, nonché per i valori storici e culturali che conservano e trasmettono. E ciò vale tanto più se si considera che per ampie fasce di popolazione essi rappresentano la più immediata se non unica possibilità di contatto con la natura. Le aree verdi offrono ai cittadini la possibilità di sperimentare il contatto diretto con gli elementi della flora e della fauna locale, contribuendo così all’educazione ambientale di giovani e adulti, alla ricerca scientifica nonché alla formazione di una cultura di conoscenza e rispetto del verde e della natura in generale. Hanno altresì una funzione aggregativa, di integrazione sociale, di ispirazione artistica, di crescita personale e di crescita affettiva e identitaria nei riguardi del proprio territorio di residenza.

Spesso però il verde urbano è mal gestito e diventa sovente anche situazione di pericolo in particolari condizioni meteo avverse, con caduta di alberi e altri rischi connessi con la viabilità.

I fattori che possono influire negativamente possono essere ricercati:

  • nella mancanza di una corretta pianificazione dello sviluppo delle città con l’individuazione, avvalendosi di figure professionali competenti, delle aree più idonee da destinare a verde;
  • nell’assenza di corrette regole di progettazione che tengano conto, oltre che dei necessari aspetti estetici, anche di quelli agronomici e ambientali del contesto in cui si opera;
  • nell’assenza di risorse economiche proporzionate alle esigenze e di figure tecnicamente idonee a garantire una continua manutenzione e rinnovamento del verde urbano;
  • nella concorrenza con altre esigenze considerate dagli amministratori locali come prioritarie e dettate dalla necessità di reperire aree per parcheggi, viabilità e per altri servizi;
  • nell’assenza di una incisiva politica educativa capace di sensibilizzare il cittadino medio al rispetto del patrimonio ambientale, e del verde pubblico in particolare, nonché di fornire ad ognuno una base conoscitiva su quelle che sono le principali e semplici regole di progettazione e manutenzione del verde privato.

Tali criticità, pur interessando quasi tutti i comuni italiani sono più evidenti nei comuni piccoli come Castellammare del Golfo per carenza di risorse umane ed economiche.

Pertanto al fine di risolvere le criticità che possono derivare da una cattiva gestione del verde urbano si rende necessario la predisposizione e l’adozione di tutti quegli strumenti di pianificazione, di regolamentazione nonché di programmazione degli interventi di gestione, che sappiano considerare l’elemento del verde come un sistema complesso e integrato.

Esistono essenzialmente tre strumenti di settore, non alternativi ma complementari e di supporto l’uno all’altro, che l’amministrazione comunale può adottare per il governo dei propri sistemi verdi urbani e periurbani:

  • il Censimento del verde
  • il Regolamento del verde
  • il Piano del verde

Tali strumenti hanno diversa natura ed ognuno di loro va a rispondere a diverse esigenze: si va dal rilievo puntuale del singolo albero, area per area (con il Censimento del verde, possibilmente georeferito), alla regolamentazione tecnica ad uso degli operatori (Regolamento del verde), sino alla visione strategica del futuro verde della città (con il Piano del verde).

L’auspicio è che l’amministrazione comunale si doti di questi strumenti di pianificazione e gestione del verde urbano inteso come bene comune.

Cruciale si rivela altresì il tema della formazione degli operatori, anche della comunicazione,

nonché il coinvolgimento attivo della cittadinanza nella gestione e valorizzazione partecipata di questo importante bene comune.