Risolvere o dissolvere?

Risolvere o dissolvere?

Luglio 14, 2019 2 di Giuseppe Lo Porto

L’estate castellammarese, oltre ad offrire sole, mare, carenza di acqua, percorsi alternativi alle scalate sulle frane, quest’anno ha un cartellone degli eventi ricco di avvisi sui danni alle condutture idriche, sulla raccolta differenziata che non differenzia, su Assessori che si dimettono. Ed in tutto questo turbinio di attrazioni turistiche… i più dimessi siamo tutti noi!

Tra gli eventi più significativi ed attraenti (altro che “Cous cous fest”!) registriamo il serial “ZTL, una storia infinita”, iniziato da mesi con avvisi, annunci, smentite, modifiche, trattazioni e ritrattazioni, conferenze e appelli, culminato con un “grande” evento di presentazione, approfondito con linee guida in più volumi (e, soprattutto, in continuo aggiornamento con riedizioni e ristampe).

Risultato? Cittadini scontenti, esercenti scontenti, turisti scontenti, amministrazione scontenta. E’ successo il solito insuccesso? Beh, timidamente risponderei di si!

Di fatto, quando non si programma per tempo, quando non si hanno idee chiare sin dall’inizio, quando non ci si prende la responsabilità di decidere, consapevoli che non si può credere di poter accontentare ciascuno scontentando tutti, accade che la soluzione crei più danno che guadagno (chiedete ai titolari dei bar ed a tutti coloro i quali cercavano di organizzare un’offerta “de-temporalizzata” anche in fasce orario da aperitivo).

Le Zone a Traffico Limitato dovrebbero mirare  alla riduzione del traffico e dell’inquinamento, al risparmio energetico e, soprattutto, alla maggiore efficienza nella gestione dei servizi ai cittadini. Appunto, “servizi” e “cittadini” (oltre che “turisti”, ma si sa che a Castellammare il turismo vive di vita propria, senza necessità di offrire servizi) sono i due aspetti considerati marginali e tralasciati dall’amministrazione nella foga di cercare risposte adeguate senza curarsi di comprendere quali fossero le vere domande. Insomma, sarebbe stato di fondamentale importanza un serio lavoro di “problem posing” (in italiano traducibile in “problemi da porci”, da qui il mio timore che una interpretazione faunistica possa aver indotto l’amministrazione a ritenere che i suini debbano risolvere da sé i propri problemi), prima di lanciarsi nel “problem solving”.

L’Amministrazione ha previsto uno studio di tali aspetti per comprendere se la direzione intrapresa sta risolvendo i problemi o semplicemente sta drammaticamente dissolvendo la precaria economia castellammarese basata esclusivamente sull’iniziativa privata, senza alcun supporto organico e strutturato da parte degli organi preposti?