Il traffico cittadino: le vie di accesso

Il traffico cittadino: le vie di accesso

Settembre 15, 2019 Off di Giuseppe Lo Porto

La priorità alla sostenibilità ambientale, con una immediata attenzione alla questione della mobilità, deve essere un punto fondamentale per qualsiasi amministrazione. Nel tempo anche nel nostro territorio sono state sperimentate zone a traffico limitato ed aree esclusivamente pedonali, con successi altalenanti.

In questa rubrica affronto come primo tema la sostenibilità con tutte le implicazioni connesse all’inquinamento acustico ed ambientale, al miglioramento dell’estetica e della fruibilità dei servizi che ne derivano. Senza una visione d’insieme di tali aspetti (principale accusa che muovo all’amministrazione Rizzo) non si può né risolvere il problema né limitare i disagi per la popolazione.

Per rendere efficace una zona a traffico limitato è necessario predisporre tutta una serie di servizi complementari quali le vie di accesso, i parcheggi ed il trasporto pubblico.

Castellammare del Golfo è una cittadina le cui strade di raccordo più esterne sono pienamente inglobate nel tessuto urbano, sia a monte (dove subisce il forte flusso veicolare da e verso San Vito lo Capo) sia a valle (direzione centro città e direzione spiaggia);

I sistemi messi in atto negli ultimi anni per snellire il traffico in queste vie esterne – dai semafori alle rotonde, dai divieti di accesso ai sensi unici sulle vie laterali – sono risultati assolutamente insufficienti (per errori nella progettazione o errori nella valutazione dei risultati, lasciamo a tecnici ed esperti di esprimere i giudizi di valore corretti). Una soluzione possibile – ma limitata al periodo estivo, in particolare nelle fasce orarie più trafficate- potrebbe essere quella di utilizzare la c.d. Rotonda naturale, rendendo un tratto di via Gemma d’oro e via Umberto I a senso unico in direzione San Vito ed utilizzando la via Bocca della Carrubba per il traffico in direzione autostrada. Si verrebbe a creare anche un nuovo spazio utilizzabile per parcheggio di circa 50 auto (v. immagine 1).

Per quel che riguarda l’accesso dalla via L.da Vinci si potrebbe ridisegnare l’assetto – sempre in alcuni periodi e fasce orarie specifiche – rendendo a senso unico (negli orari di vigenza della ZTL e ad esclusivo uso dei mezzi in possesso di “pass”) l’ingresso da via Donizetti e l’uscita da via Marconi (v. immagine 2)

Quindi, sempre nelle fasce orarie di vigenza della ZTL si potrebbe creare un sistema in cui i principali assi viari siano a senso unico in direzione mare (via Segesta-Trento, corso Garibaldi) e direzione monte (via Roma), con totale pedonalizzazione dell’area centrale della cittadina (con accesso consentito esclusivamente a mezzi elettrici e a pedale) e rendendo principali vie di fuga ed uscita la via Marconi e la parte alta di Corso Garibaldi . Di ZTL, parcheggi ed aree pedonali scriverò nei prossimi articoli.

Gli ingressi alla città non vanno, però, considerati esclusivamente come punti di passaggio. Occorre valorizzarli e renderli vere e proprie “porte di accesso” e biglietto da visita.

Per tale ragione occorre ripensare all’arredo urbano in corrispondenza della parte bassa di via Petrazzi, alla parte alta del Corso Garibaldi, delle vie Crispi e Segesta, oltre a tutta la via L. da Vinci ed al viale Umberto I. Queste vie vanno abbellite con fioriere, installazioni, panchine (si pensi al piccolo belvedere esistente su viale Umberto I), miglioramento della fruibilità dei marciapiedi per favorirne la fruizione…

Queste ultime considerazioni portano anche ad un ripensamento delle periferie, che non possono essere sempre subordinate alla priorità della gestione del salotto buono della città. Ma anche questo argomento verrà ripreso in successivi articoli.