la mobilità urbana:  tra (bi)sogno e realtà

la mobilità urbana: tra (bi)sogno e realtà

Ottobre 13, 2019 0 di Giuseppe Lo Porto

Immaginiamo un centro cittadino privo di rumori assordanti, perfettamente fruibile da bambini, famiglie con bimbi in carrozzina, disabili…

Immaginiamo di poter passeggiare liberamente lungo il corso alto e lungo tutte le vie della zona centrale, così come oggi avviene in via Mattarella e nella parte bassa di corso Garibaldi.

Immaginiamo di non vedere auto parcheggiate ovunque nelle strade adiacenti la Chiesa Madre e persino nella splendida piazza Madrice.

Immaginiamo di vedere bambini giocare, fioriere, panchine, giochi per bambini al posto di furgoni ed auto…

Immaginiamo anche la zona della Marina completamente pedonalizzata, dove chiunque sia libero di fruire della meravigliosa bellezza ed avvicinarsi ai pescatori ed al mare senza rischiare di essere investito dalle auto.

Immaginiamo che in tutto il centro storico cittadino gli unici mezzi autorizzati a circolare siano quelli elettrici (oltre, ovviamente, ai mezzi di soccorso ed ai mezzi attrezzati per i cittadini con specifiche esigenze dovute ad handicap) e che il trasporto di merci sia consentito esclusivamente in alcune fasce orarie.

Ecco, tutto questo potrebbe certamente andare oltre l’immaginazione ed essere pienamente attuabile con sforzi e costi sicuramente notevoli ma che permetterebbero nel medio termine miglioramenti da tutti i punti di vista.

Ovviamente non si tratterebbe di una rivoluzione da attivare nell’immediato, poiché occorrerebbe acquistare ed attivare servizi, occorrerebbe avviare convenzioni, predisporre bandi e, soprattutto, occorrerebbe da parte del Sindaco e dell’amministrazione subire una iniziale e forte critica da parte di chi vede nella situazione attuale una garanzia di privilegi o, in generale, una situazione di relativa comodità.

Le forti lamentele di coloro i quali hanno ad oggi la libertà di lasciare l’auto parcheggiata sotto casa, ostruendo impunemente il passaggio ad altri veicoli, o di coloro i quali operano il carico e scarico merci senza alcuna limitazione di orario e di luoghi, si sommerebbero alle legittime perplessità di quei commercianti i quali sono convinti che il cliente debba avere la possibilità di arrivare in auto sin davanti al proprio negozio, o di quei cittadini che ritengono essenziale che il proprio mezzo privato sia sempre a portata di mano.

Il problema si sposta innanzitutto sul piano culturale, sulla necessità di rivedere i nostri atteggiamenti e comportamenti per comprendere su cosa si può operare per migliorare la qualità dei servizi, abbattendo contemporaneamente l’inquinamento acustico ed ambientale e tornando a far vivere le vie e le piazze del nostro meraviglioso centro cittadino.

Dobbiamo prendere atto che né l’amministrazione né noi cittadini siamo pronti ad una tale rivoluzione e potremo non esserlo mai se non si riuscirà a far seguire ai proclami i fatti.

Ed è di fatti concreti e realizzabili che scrivo in questa rubrica.

Vogliamo pedonalizzare il centro storico (dall’altezza della banca Unicredit di via Garibaldi in giù)? Occorrerà fornire servizi alternativi (minibus ecologici, bici elettriche, mini-auto elettriche). Si tratta di mezzi che, non potendo ovviamente essere acquistati se non con progetti che richiedono tempi medio-lunghi, dovranno essere attivati con bandi di affidamento in esternalizzazione.

Certamente tali servizi avranno dei costi: ma anche l’uso dei mezzi privati ed i pass per la ztl hanno dei costi, no?

Si dovranno studiare delle formule di abbonamento per i cittadini i quali potranno usufruire – tramite carta elettronica specifica – indifferentemente dei mezzi pubblici o dei mezzi in car e bike-sharing.

Il totale divieto di parcheggio nelle vie del centro storico, se non temporaneo e limitato ad alcune fasce orarie, associato alla piena disponibilità di mezzi elettrici, porta alla necessità di individuare e predisporre dei parcheggi riservati e custoditi a ridosso della zona da pedonalizzare. Alcune zone sono già facilmente identificabili (zona dietro all’ex palazzo della pretura, zona del vecchio depuratore, zona del porto…), altre potranno essere individuate in base ad un censimento dei posti auto necessari.

Proviamo ad immaginare quali benefici porterebbe a tutti i residenti la libertà di potersi muovere in qualsiasi orario con mezzi sempre a disposizione (le macchine elettriche potrebbero essere parcheggiate in moltissimi stalli predisposti dal Comune. In tal modo chiunque, dotato di carta elettronica, potrebbe liberamente utilizzare tale mezzo). Unico vero impedimento per il cittadino? Essere “costretto” a parcheggiare il proprio mezzo privato nei parcheggi riservati e recarsi a casa a piedi o con i mezzi elettrici posti nelle zone di interscambio.

Saremo disposti ad accettare questa rivoluzione culturale oppure dovremo continuare a lamentarci dell’inciviltà del parcheggio selvaggio, della ztl non rispettata, dei rumori assordanti, dei rischi connessi al camminare a piedi nelle nostre strade, dell’impossibilità per un cittadino con disabilità di passeggiare liberamente?