Era già tutto previsto (evviva la scuola viva!)

20 Febbraio, 2020 1 di Giuseppe Lo Porto

Basta con questo balletto. Il Consorzio sia responsabile e dia una sede definitiva all’Allmayer” (Comunicato stampa del Sindaco di Alcamo del 15.02.2020).

“il LCC di Trapani ha già avviato un esame della situazione per giungere alla stesura di un piano di razionalizzazione dell’edilizia scolastica….che preveda…il trasferimento delle sedi in locazione del Liceo “Allmayer” presso l’immobile in uso all’Istituto Agrario di via Goldoni…”

(risposta del  Commissario Straordinario del LCC di Trapani, Dott. Raimondo Cerami)

C’è un filo sottile che lega le comunicazioni degli ultimi giorni del Sindaco di Alcamo, del Dirigente scolastico del liceo Allmayer, del Commissario straordinario del LCC ed il silente assenso del Sindaco di Castellammare del Golfo.

Si tratta di un gioco delle parti fatto di  prese di posizione, di allusioni ed ammiccamenti, di scarico di responsabilità e di rivendicazioni.

Il filo sottile parte da molto lontano nel tempo ed arriva sino ad oggi con un comunicato ufficiale che chiude definitivamente la vicenda stabilendo che, in nome e per conto della razionalità e del contenimento delle  spese che devono prevalere su tutto, Alcamo non perderà il suo liceo, gli studenti continueranno ad avere servizi di qualità, quella scuola continuerà a prosperare ed, anzi, avrà una sede tutta sua, bellissima.

Miracolo degli amministratori? No, semplice gioco di prestigio che non fa altro che ribadire che ci sono alunni di serie A ed alunni di serie B, scuole di serie A e scuole di serie B, cittadine di serie A e cittadine di serie B.

Fatta questa premessa che ai più sembrerà poco chiara, entro nei dettagli della vicenda e provo a dipanare con voi questo filo sottile che lega tutti gli eventi fino a stringerli talmente tanto da soffocare alcuni protagonisti.

Stava per concludersi l’anno 2011 quando ad una conferenza di servizio tenuta presso la Provincia di Trapani ci si confrontava sul futuro di alcune scuole, costrette ad essere accorpate a causa dei nuovi parametri di dimensionamento delle dirigenze scolastiche.

L’Istituto “Danilo Dolci” di Alcamo doveva chiudere, con poco più di 400 alunni, ed essere accorpato ad altre scuole.

Sembrava ovvio, scontato, che questa scuola venisse assegnata ad un’altra dirigenza già esistente, ad Alcamo o a Castellammare. Ma dal cappello magico di Assessori provinciali e regionali, Sindaco di Alcamo, politici vari e qualche Dirigente scolastico del territorio ben contento di aumentare il proprio bacino di utenza e la propria influenza, usciva una soluzione assurda, incredibile e tipica di regimi quasi dittatoriali: l’Istituto “Mattarella” di Castellammare, che non aveva alcun problema di dimensionamento poiché superava di molto i limiti minimi previsti dalla normativa, veniva cancellato ed accorpato all’Istituto “Dolci” di Alcamo, in nome della supremazia della Città di Alcamo su Castellammare (attenzione, non è un mio commento, ma le testuali parole dell’allora Sindaco di Alcamo, peraltro a capo dell’associazione dei Comuni della Provincia).

Qualcuno di voi penserà che ne fosse seguita una sommossa popolare. Invece no, asservimento e silenzio totale, o quasi, poiché lo scrivente, Dirigente scolastico di Castellammare, il suo Sindaco, la sua giunta e qualche politico regionale capivano che non si poteva accettare supinamente una scelta così illogica ed imposta da politici alcamesi e messinesi (c’era allora un altro filo sottile che collegava queste due città, accomunate dal sacro afflato di accrescere le “attività” della formazione professionale) che avevano in mano l’Assessorato regionale, ultimo decisore del dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica.

Risultato? Ovviamente l’accorpamento veniva effettuato perché i poteri forti così avevano deciso. Ma la sede tornava a Castellammare, dopo che quel manipolo di dissidenti era riuscito ad imporre un minimo di giustizia, nonché la revisione e correzione di un assurdo ed illegittimo decreto regionale.

Ovviamente le ritorsioni sul Dirigente scolastico non si sarebbero fatte attendere, con il tentativo (miseramente fallito, invero!) di trasferirlo in altra sede.

Ed eccoci giunti al presente.

Torna nuovamente in auge la vecchia storia e proverò ad essere ancora più chiaro!

Il Iiceo Allmayer di Alcamo ha un’utenza di circa 700 alunni presso edifici in locazione. L’amministrazione ex-provinciale rescinderà definitivamente il contratto di affitto entro il mese di luglio. Occorre trovare una sede per questi alunni, mi sembra giusto. E mi sembra assurda l’idea di trasferirli in blocco in altri Comuni limitrofi.

Ma il Commissario straordinario (udite, udite!) trova la soluzione ottimale: gli studenti del liceo rimarranno ad Alcamo ed avranno la sede…del “Danilo Dolci”. Ergo, saranno i ragazzi dell’istituto tecnico chimico e professionale agrario a dover andare a Castellammare. Che importa se saranno loro a dover fare i pendolari? Che importa se dovranno lasciare una scuola con laboratori attrezzati ed all’avanguardia per andare in locali che non hanno neppure i termosifoni (poiché l’accensione delle caldaie potrebbe causare l’inquinamento delle falde acquifere) e nei quali, su prescrizione dei Vigili del fuoco, non possono contemporaneamente essere presenti più di 100 persone? Questi sono studenti di serie B e per loro non si pone mica il problema di dover trovare trasporti adeguati per recarsi dalle proprie città a Castellammare (e già, perché gli studenti che frequentano il “Danilo Dolci” provengono in buona parte da Comuni che non hanno collegamenti diretti con Castellammare).

Cosa ne pensa il Sindaco di Alcamo, considerato che anche questa si configurerebbe come una decisione che (sue parole) “… manifesta una evidente violazione del principio di leale collaborazione che dovrebbe orientare i rapporti tra enti. Ogni scelta sull’argomento avrebbe dovuto essere condivisa con il Comune il quale, nel rispetto delle reciproche competenze, rappresenta le apprensioni della cittadinanza ed in particolare delle famiglie degli studenti coinvolti, certamente lontane dalle logiche burocratiche della mancata programmazione nella gestione del patrimonio provinciale”?

E cosa ne pensa il Sindaco di Castellammare del Golfo, certamente al corrente della situazione, poiché lo stesso Dr. Cerami lo tira in ballo dichiarando (anche qui sue parole) che avverrà“…il trasferimento delle sedi in locazione del Liceo “Allmayer” presso l’immobile in uso all’Istituto Agrario di via Goldoni, mentre quest’ultimo verrà riunito alla sede centrale con sede nel Comune di Castellammare del Golfo e in parte nei locali di proprietà del Comune, grazie alla disponibilità manifestata dal Sindaco”?

Forse il Sindaco di Alcamo riterrà che le “famiglie degli studenti (dell’istituto agrario e chimico) coinvolti” abbiano meno apprensioni delle famiglie degli studenti del liceo?

Forse il Sindaco di Castellammare del Golfo ritiene che riunire tutti gli studenti a Castellammare possa dare maggiore lustro alla sua città? Il Sindaco Rizzo, che peraltro conosce bene il mondo della scuola, sa che le strutture scolastiche da lui “generosamente” messe a disposizione del LCC sono inidonee e non garantiscono qualità della didattica.

I Sindaci e il Dr. Cerami forse dimenticano che i trasporti da e verso Castellammare sono assolutamente insufficienti a garantire un così grande afflusso in entrata di studenti da altri paesi.

Ed eccoci giunti all’altro capo del filo: il trasferimento del “Dolci” a Castellammare decreterà la scomparsa dell’Istituto.

Come già accaduto nel non lontano 2012 si perderanno posti di lavoro e finanziamenti europei (della qualità degli studi non ne parliamo, non sembra argomento interessante per molti, ahinoi!).

Come già tentato nel 2012, Alcamo potrà finalmente vedere realizzato il sogno di alcuni: i tre poli didattici superiori nella Città di Alcamo, con buona pace di tutti, alunni, docenti, cittadini e Sindaco dell’altra città limitrofa.